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giovedì 1 dicembre 2011

Incentivi alle rinnovabili

Nuove promesse dal neo ministro dell'Ambiente

di Pasquale Locoro

Il Nuovo Governo non intende modificare il Quarto Conto Energia. E' quello che ha dichiarato il ministro dell'ambiente Corrado Clini a magine di un convegno.

Nuovi decreti invece ci saranno per le altre fonti rinnovabili, forse già a partire da metà dicembre. questi provvedimenti sarebbero necessari per poter completare il quadro di incentivi che erano stati previsti dal Decreto Romani necessarie a poter recepire la direttiva europea in materia di energie "verdi".

Questo perchè "il decreto legislativo 28 che ha recepito la direttiva europea sulle fonti rinnovabili è stato completato solo per il fotovoltaico. Dobbiamo affrontare la tematica di tutte le altre fonti rinnovabili regolamentate a partire dalle biomasse e biocombustibili, tenendo conto che da un lato bisogna assicurare la massima utilizzazione di queste fonti e dall'altro il rispetto degli usi bilanciati del territorio". 
 
 
Queste dichiarazioni però hanno allarmato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: "Sul Conto Energia il ministro dell'ambiente Corrado Clini sbaglia, il decreto Romani va cambiato immediatamente se si vuole evitare che il settore delle rinnovabili, che vale oltre 13 miliardi di fatturato, 1000 imprese e oltre 100.000 addetti, vada in stallo".

 
 
 
 
Personalmente condivido entrambe le posizioni:
da un lato intervenire ora e sconvolgere nuovamente gli incentivi al fotovoltaico sarebbe un gravissimo errore, mentre invece è indispensabile elaborare a breve un meccanismo incentivante e una regolamentazione per le altre fonti, al fine di evitare usi impropri o scorretti. Per il fotovoltaico bisognerà, magari, intervenire tra qualche mese, quando il meccanismo del Quarto Conto Energia entrerà veramente in crisi, provocando un nuovo stallo del settore.

giovedì 25 agosto 2011

Più garanzie per chi sceglie l'elettricità verde

L'AEEG chiede maggiori informazioni sulla bolletta elettrica di chi sceglie l'energia rinnovabile.

di Pasquale Locoro

Con la Delibera ARG/elt 104/11 l'AEEG ha approvato un insieme di regole per poter garantire che l'energia elettrica venduta ai singoli clienti venga effettivamente prodotta attraverso fonti rinnovabili e che non venga commercializzata più volte.
L'Autorità ha poi stabilito di utilizzare come unico sistema di certificazione valido le garanzie di origine (previste dalla Direttiva Europea 2009/28/CE) e rilasciata dal GSE.
Questo intervento dell'AEEG è dettato dall'esigenza di prevedere strumenti certi mantenendo principi di concorrenza e di trasparenza.
Per garantire maggiore trasparenza poi viene disposto che le società di vendita indichino nel materiale informativo e promozionale le caratteristiche delle proprie offerte di energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili. 
Ogni cliente che sottoscriva questo tipo di contratti dovrà ricevere in bolletta (almeno tre volte l'anno) l'indicazione del mix di fonti energetiche utilizzate per la sue fornitura (in aggiunta alle informazioni sul mix energetico dell'elettricità complessivamente venduta).

Novità poi anche per i consumatori che usufruiscono di una "tradizionale" fornitura energetica: l'AEEG ha stabilito che tutti i consumatori vengano informati sugli incentivi alle fonti rinnovabili sostenuti attraverso le loro bollette. Infatti dovrà essere evidenziata meglio la componente tariffaria A3 che è destinata per legge a promuovere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate.

lunedì 13 giugno 2011

Nuova polemica sui documenti per la richiesta dell'incentivo

Gli allegati 3A e 3C del nuovo Conto Energia sollevano nuovi problemi

di Pasquale Locoro


L'Allegato 3A
L'Allegato 3A riporta l'elenco di tutta la documentazione necessaria per l'iscrizione al registro.
In questi giorni si sollevano dubbi e polemiche sul punto relativo al rilascio del Comune di competenza del titolo autorizzativo. Con queste premesse sembrerebbe che il Quarto Conto Energia vada a violare i principi della Legge 241 del 1990, "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", in quanto tra i documenti richiesti per l'accesso agli incentivi si dice che per gli impianti con questi titoli autorizzativi:
  • denuncia di inizio attività conforme all’articolo 23, comma 5, del Decreto del Presidente della Repubblica n.380 del 2001 ove applicabile, ovvero dichiarazione di procedura abilitativa semplificata conforme all’articolo 6, comma 7, del Decreto Legislativo n.28 del 2011, entrambi recanti data antecedente di almeno 30 giorni rispetto a quella di invio;
  • copia della comunicazione relativa alle attività in edilizia libera, di cui ai paragrafi 11 e 12 delle linee guida adottate ai sensi dell’articolo 12, comma 10, del Decreto Legislativo n.387 del 29 dicembre 2003.
Il  comune competente deve cioè rilasciare una dichiarazione attestante che  la DIA/PAS oppure la comunicazione,di quanto riportato sopra, costituiscono titolo idoneo alla realizzazione dell’impianto.
Tralasciando il complesso campo urbanistico,  un'attività di edilizia libera è definita tale perchè non necessita di alcun titolo per procedere ai lavori. Quindi nel testo del Decreto già vi è una prima confusione in quanto si considera questa attività tra quelle che richiedono i titoli autorizzativi.
In virtù dell'art.1 comma 2 della Legge n.241 del 1990 la Pubblica Amministrazione non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria.
Si spera a questo proposito che il Ministero dello Sviluppo Economico possa fare chiarezza, anche perchè i Comuni difficilmente potranno fare una dichiarazione tenendo conto della complessità della problematica, sia sotto l'aspetto autorizzativo delle opere connesse che in merito agli aspetti di eventuali autorizzazioni sismiche e/o parei di ARPAC, VVFF e sanitari.



L'Allegato 3C
Nell'Allegato 3C è possibile trovare l'elenco di tutta la documentazione che bisogna trasmettere alla data di entrata in esercizio dell'impianto.
Tra la documentazione da trasmettere per la richiesta agli incentivi del quarto conto energia va trasmessa al GSE anche il "Certificato Antimafia" del soggetto responsabile (punto a3).
Questo nuovo certificato sta creando caos tra i piccoli operatori che si vedono costretti ad aggiungere altra burocrazia per l'accesso agli incentivi.
Nella "Guida all'utilizzo dell'applicazione web per la richiesta degli incentivi per il fotovoltaico per il Quarto Conto Energia", a pagina 29 è riportato:
  • Certificazione antimafia (quando previsto): è il documento con il quale viene accertata l’assenza di cause di decadenza, sospensione o di divieto e di tentativi di infiltrazione mafiosa nel caso di soggetti che intendono sostenere rapporti con la pubblica amministrazione. Il documento deve essere scannerizzato e caricato sull’applicazione Web attraverso il pulsante “Carica Documento”.
Già diverse regioni, tra le quali la Calabria, chiedono nell'ambito del procedimento unico  la produzione di un certificato antimafia, che sembra giustificato per grandi impianti.
Per i piccoli impianti dovrebbe essere permesso effettuare una autocertificazione autenticata per i piccoli impianti in modo da snellire di molto l'intera procedura e per le società fare una semplice richiesta alla CCIA di una visura completa anche della certificazione antimafia. E' da tener conto anche che per il documento rilasciato dalla Prefettura possono passare anche svariati mesi prima dell'emissione.
Al momento, in attesa di eventuali comunicazioni del GSE, o dell'AEEG, tutte le pratiche dovranno essere complete con il documento antimafia, pena l'esclusione dall'incentivo.

martedì 3 maggio 2011

Si "decide oggi" per il Quarto Conto Energia

Dovrebbe concludersi oggi l'Iter per la nascita del Quarto Conto Energia

di Pasquale Locoro


Si attende l'approvazione del Quarto Conto Energia ormai da 61 giorni. Giorni questi, trascorsi dal 3 marzo (data indicata in un primo periodo come quella decisiva per avere l'approvazione del decreto), di ansia e di incertezza per chi ha investito nel settore fotovoltaico, per i numerosi lavoratori impiegati in questa "industria verde".
L’iter per la nascita del Quarto Conto Energia sta proseguendo a passi di lumaca anche a causa della mancata approvazione delle Regioni. Alcune novità che dovrebbero essere introdotte riguardano dei premi (in aggiunta agli incentivi) per gli impianti che andranno a sostituire coperture in amianto ed un premio del 10% anche a chi utilizzerà moduli fotovoltaici italiani o europei. Ci saranno delle novità anche sulla definizione di “Piccolo impianto” che comprenderà realizzazioni fino a 1 MW di potenza sugli edifici ed inferiori a 200 kW a terra, oltre che su edifici delle Pubbliche Amministrazioni di qualsiasi potenza. Misure incentivanti sono previste per i condomini con impianti fino a 20 kw di potenza. Verranno fissati dei tetti di spesa per i grandi impianti nella misura di 300 milioni di euro per il 2011, 212 per il primo semestre del 2012 e 161 per il secondo semestre del 2012. Si stima così di raggiungere una potenza installata di circa 2.700-3.000 MW. Dal 2013 entrerà poi in vigore il modello tedesco e per i grandi impianti sarà istituito un registro gestito dal GSE.

In questo "quadretto" si inserisce la "lite" con le Regioni e i contrasti tra il Ministro
Prestigiacomo e Romani. Che cosa divide i due ministeri? La premessa è che secondo il "quarto conto energia" l'incentivo scende di mese in mese. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, la tariffa incentivante cui si ha diritto va calcolata al momento dell'allacciamento dell'impianto solare alla rete elettrica, e cioè quando i pannelli cominciano effettivamente a produre energia. Per la Prestigiacomo, sarebbe più giusto che la tariffa venisse fissata al massimo entro due mesi dal momento della conclusione dei lavori di costruzione, in modo che chi investe abbia la certezza dell'incentivo e della sua entità anche in caso di allacciamento ritardato. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sembra fatta la pace tra Prestigiacomo e Romani. La proposta del Ministro dell'Ambiente sugli incentivi non vuole favorire abusi: invece «è un punto fondamentale del decreto, non a caso proprio su questo aspetto si sono pronunciati Camera e Senato all'unanimità. Il problema è la questione dell'allaccio che non avviene quasi mai nei tempi previsti dai gestori di rete e messi per iscritto quando il proponente inizia il suo iter. Immaginiamoci a quali ritardi andremo incontro adesso che c'e stato un boom di richieste. Poiché l'incentivo andrà rapidamente a scendere, è chiaro che se c'e un ritardo nell'allaccio si va a incidere pesantemente su quanti hanno realizzato l'impianto sulla base di un determinata previsione economica». Di parere opposto lo Sviluppo economico secondo il quale fidarsi delle autocertificazioni di fine lavori può lasciare spazio a qualche abuso, e comunque gli allacciamenti dei piccoli impianti sono svolti dall'Enel in meno di un mese (nel 99,7% dei casi), mentre l'ipotesi dell'Ambiente di fissare in due mesi il limite è un rischio quando l'incentivo scende di mese in mese.

I tempi di intervento per l'allacciamento alla rete elettrica restano un problema che dovrebbe essere afforntato, magari affidando in un futuro non troppo lontano, la gestione anche ad altre società accreditate (secondo delle procedure tecniche specifiche), in modo così da ripartire gli interventi ed alleggerire sia il lavoro dell'ENEL che di Terna.
Speriamo che oggi avvenga la firma e che finalmente si possa relmente lavorare tutti insieme per il bene del nostro amato Paese.

AGGIORNAMENTO: Ancora una volta anche ieri la firma è stata rimandata. Sul sito ZeroEmission è disponibile la nuova versione della Bozza circolata in Consiglio dei Ministri.