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giovedì 1 dicembre 2011

Incentivi alle rinnovabili

Nuove promesse dal neo ministro dell'Ambiente

di Pasquale Locoro

Il Nuovo Governo non intende modificare il Quarto Conto Energia. E' quello che ha dichiarato il ministro dell'ambiente Corrado Clini a magine di un convegno.

Nuovi decreti invece ci saranno per le altre fonti rinnovabili, forse già a partire da metà dicembre. questi provvedimenti sarebbero necessari per poter completare il quadro di incentivi che erano stati previsti dal Decreto Romani necessarie a poter recepire la direttiva europea in materia di energie "verdi".

Questo perchè "il decreto legislativo 28 che ha recepito la direttiva europea sulle fonti rinnovabili è stato completato solo per il fotovoltaico. Dobbiamo affrontare la tematica di tutte le altre fonti rinnovabili regolamentate a partire dalle biomasse e biocombustibili, tenendo conto che da un lato bisogna assicurare la massima utilizzazione di queste fonti e dall'altro il rispetto degli usi bilanciati del territorio". 
 
 
Queste dichiarazioni però hanno allarmato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: "Sul Conto Energia il ministro dell'ambiente Corrado Clini sbaglia, il decreto Romani va cambiato immediatamente se si vuole evitare che il settore delle rinnovabili, che vale oltre 13 miliardi di fatturato, 1000 imprese e oltre 100.000 addetti, vada in stallo".

 
 
 
 
Personalmente condivido entrambe le posizioni:
da un lato intervenire ora e sconvolgere nuovamente gli incentivi al fotovoltaico sarebbe un gravissimo errore, mentre invece è indispensabile elaborare a breve un meccanismo incentivante e una regolamentazione per le altre fonti, al fine di evitare usi impropri o scorretti. Per il fotovoltaico bisognerà, magari, intervenire tra qualche mese, quando il meccanismo del Quarto Conto Energia entrerà veramente in crisi, provocando un nuovo stallo del settore.

giovedì 24 novembre 2011

Dal GSE rassicurazioni per i tempi di valutazione delle domande


Il GSE informa che a partire da gennaio verranno rispettati i tempi di valutazione delle domande incentivanti

di Pasquale Locoro

E' stato pubblicato ieri, 23 novembre, dal GSE un comunicato stampa dai toni decisamente rassicuranti. Vi ripropongo il testo:
"QUARTO CONTO ENERGIA, DA GENNAIO VALUTAZIONE DELLE DOMANDE NEI TEMPI PREVISTI

Il GSE, da gennaio prossimo, sarà di nuovo nelle condizioni di rispettare il termine dei 120 giorni previsto dalla normativa per la valutazione delle richieste e l'erogazione della tariffa incentivante.
Il rilevante numero di richieste pervenute al GSE negli ultimi mesi (25mila solo nel mese di giugno, incluse le domande di iscrizione al registro "grandi impianti") e che tuttora continuano ad arrivare (in media 18 mila al mese), ha determinato, infatti, un inevitabile rallentamento dei tempi di analisi.
Il ritardo è dipeso anche da alcune incertezze legate alle novità normative introdotte dal decreto 5 maggio 2011, come quelle relative al premio del 10% per gli impianti che utilizzano componenti realizzati nella UE che, in molti casi, hanno determinato, da parte degli operatori, l'invio di richieste incomplete e successive domande di integrazione da parte del GSE.
Per far fronte a tali problemi il GSE ha messo in atto una serie di provvedimenti come l'adeguamento dei sistemi informativi, il potenziamento delle risorse e della capacità di lavoro al fine di recuperare l'arretrato.
Il GSE è consapevole del disagio che tale ritardo sta arrecando agli operatori e confida nella comprensione degli stessi, consapevoli della complessità della situazione che il GSE si è trovato a fronteggiare."

Il GSE quindi rende finalmente pubbliche le enormi difficoltà avute, che hanno contribuito allo sconforto e fatto arrabbiare nei mesi scorsi numerosi operatori del settore.
Fatto questo passo e attuate le misure correttive per rimediare, c'è la speranza che la situazione si sia finalmente stabilizzata e che si possa continuare il percorso di crescita.

Non risultano invece ancora pervenuti comunicati ufficiali da parte dell'ENEL per quanto riguarda i disservizi relativi ai ritardi dei tempi di allaccio. Staremo a vedere se si avranno anche loro notizie nel prossimo futuro.

giovedì 3 novembre 2011

Si avvicina la fine del IV Conto Energia?

Un nuovo dubbio si fà strada nel settore del fotovoltaico.

di Pasquale Locoro


Il settore del fotovoltaico e tutte le altre attività ad esso collegate vivrà tra poco tempo un nuovo e duro colpo:
si tratta del raggiungimento dell'obiettivo di costo cumulato annuo, pari a circa 6 miliardi di euro, definito nell'articolo 1 comma 2 del IV Conto Energia.
Un settore quello del fotovoltaico che ha vissuto negli ultimi anni un percorso di crescita straordinario per passare, come si dice, "dalle stelle alle stalle" conoscendo una profonda crisi dovuta alle mille pressioni da parte del Governo.
Sul sito del GSE è possibile vedere, da poco tempo, insieme alle cifre sugli impianti e sulla potenza installata, anche la cifra relativa al costo annuo. Oggi, come si può notare sotto, il costo totale ammonta a 4.969.166.808 €.

Una mancanza del Decreto Ministeriale del 5 maggio 2011 è stata di non indicare, quando alla lettera z) dell'articolo 3 definisce il "costo indicativo cumulato annuo degli incentivi", rispetto a quali incentivazioni calcolare la somma.
Quindi resta il dubbio se riferire il costo annuo al solo Quarto Conto Energia oppure invece al costo annuo totale anche di tutti gli altri conti energia.
Se come indicato dal GSE, il parametro di confronto sarebbe quello di tutti i conti energia, allora mancherebbe solo un miliardo di euro per raggiungere la quota massima. Questa cifra approssimativamente potrebbe corrispondere a circa altri 3GW di fotovoltaico installato, cioè a pochi altri mesi.
Seguendo questo scenario catastrofico, secondo l'articolo 2 comma 3 del DM 5 maggio 2011, andrebbero riviste, ancora una volta, le modalità di incentivazione con un nuovo decreto.
Considerando le settimane di ansia necessarie per ottenere il precedente Decreto, il prossimo futuro potrebbe essere ancora più disastroso e porterebbe ad un nuovo affondo del settore fotovoltaico.

martedì 11 ottobre 2011

Il Bonus del GSE per la rimozione dell'eternit

Una nuova precisazione del GSE sulla richiesta di Bonus

di Pasquale Locoro
 
L'eternit è un tipo di fibrocemento che è stato utilizzato in edilizia come materiale da copertura in forma di lastre piane o ondulate, oppure per coibentare tubature. Questo materiale agli inizi del secolo scorso è divenuto popolarissimo fin quando, verso gli anni '80 viene resa nota la cancerosità delle fibre di amianto una volta inalate (queste fibre infatti sono la causa di forme tumorali quali il mesotelioma o l'asbestosi).
Il problema dello smantellamento delle strutture contenenti amianto è molto forte, in particolare la presenza di amianto nella lastra di fibrocemento può essere determinata anche risalendo alla data di acquisto del manufatto, oppure attraverso l'analisi di un suo campione.
Il costo medio di un'analisi approfondita di laboratorio attualmente si attesta sui 200€.
Verificata la presenza di fibre di amianto si può procedere in due differenti modi per sua messa in sicurezza:

  • incapsulamento: rappresenta un metodo di bonifica cosiddetto "transitorio" e prevede il trattamento della superficie delle lastre esposta agli agenti atmosferici con sostanze sintetiche che inglobino e consolidino le fibre di amianto nel manufatto cementizio, impedendone così il rilascio nell'ambiente;

  • rimozione e smaltimento: rappresenta un metodo "radicale" e prevede una serie di procedure speciali per poter garantire di operare in sicurezza (sia degli operatori che delle persone e degli animali che si vengono a trovare in prossimità del cantiere di bonifica).

In Italia si può fare riferimento al D.Lgs 257/1992 e al D.Lgs 81/2008.

Per promuovere le costose opere di bonifica con la sostituzione delle coperture di eternit con coperture fotovoltaiche (invece della più economica procedura di inglobamento), già dal Terzo Conto Energia è stato previsto un Bonus alla tariffa incentivante.
La maggiorazione di 5 c€/kWh alla tariffa incentivante prevista dal Quarto Conto Energia per gli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di coperture in eternit è applicabile in caso di interventi di smaltimento effettuati dopo al data di entrata in vigore del DM 5 maggio 2011, cioè il 13 maggio 2011.
Il GSE nella sezione del proprio sito relativa alla Regole applicative ha chiarito che la maggiorazione della tariffa dell'incentivo è applicabile in caso di interventi di smaltimento effettuati dopo la data di entrata in vigore del suddetto Decreto. Questa precisazione arriva proprio per tener conto delle novità normative che si sono avute tra il Terzo Conto Energia e il Quarto Conto Energia, novità assolutamente non prevedibili per poter attuare una programmazione degli interventi da parte degli operatori.
Si aggiunge anche che a parziale modifica di quanto indicato nelle Regole Applicative, la maggiorazione verrà anche applicata a tutti quegli interventi avviati tra il 25 agosto 2010 (data di entrata in vigore del Terzo Conto Energia) e il 13 maggio 2011 (data di entrata in vigore del Quarto Conto Energia) con la condizione che gli impianti fotovoltaici, installati in sostituzione di coperture in eternit o contenenti amianto entrino in esercizio improrogabilmente entro il 30 giugno 2012.





Il fibrocemento è un misto di cemento e amianto. Solitamente è conosciuto come Eternit, dal nome del produttore. I manufatti realizzati con questo materiale avevano una ottima resistenza alla corrosione, alle alte temperature e all'usura, oltre ad essere molto leggeri.

venerdì 2 settembre 2011

Possibile revisione del Quarto Conto Energia per i "Piccoli impianti fotovoltaici"

Nuovi dubbi sul tanto sofferto Quarto Conto Energia

di Pasquale Locoro

Ed ecco "comparire" una norma controversa riguardante il Quarto Conto Energia, cioè quella legata alla definizione di "Piccoli impianti".
 
Il perchè se ne parla solo ora diventerà, forse, un pò più chiaro in seguito.

La definizione di piccoli impianti e i numerosi dubbi sulle Regole applicative che sono state pubblicate a luglio dal GSE hanno indotto numerosi piccoli comuni a chiedere chiarimenti al Governo e una proroga dei termini di accesso agli incentivi per i piccoli impianti, la cui scadenza per l'allaccio alla rete era stata fissata al 31 agosto 2011.

Questo si svolge proprio in questi giorni concitati, in cui si lavora per convertire in legge il DL 138/2011, ossia la Manovra Bis.
In particolare viene richiesto un chiarimento in merito alla definizione di "piccoli impianti fotovoltaici", cioè quelli fino a 1000kW posti su edifici o fino a 200kW che operano in regime di scambio sul posto. Questa categoria però comprende anche quelli "di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche".

"Sembrerebbe che gli edifici e le aree debbano essere di proprietà delle Amministrazioni ovver, seguendo per analogia il dettato delle norme autorizzative vigenti, in particolare dell'articolo 12, comma 4-bis, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n.387, che possano anche essere nella disponibilità giuridica delle Amministrazioni attraverso altri diritti di proprietà (diritto di superficie) o di godimento (ad esempio affitto, comodato, ecc.)" invece nelle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal DM 5 maggio 2011 si prevede che "gli edifici e le aree devono intendersi di proprietà delle PA, che direttamente li utilizza per l'installazione di un impianto fotovoltaico o li mette a disposizione di altro soggetto".

In questo modo si origina una disparità di trattamento fra le Amministrazioni dotate dal punto di vista immobiliare e quelle che invece non hanno immobili nel proprio patrimonio, in particolare i Comuni di piccole e medie dimensioni. Allo stesso tempo tutta questa situazione va a ledere i diritti acquisiti dalle Amministrazioni che hanno in corso la realizzazione di impianti ma che non sono riusciti ad allacciare alla rete dell'ENEL entro il 31 agosto 2011 gli impianti.
Il 31 agosto era il termine ultimo entro il quale gli impianti non potranno più godere della tariffa incentivante se non dopo aver ottenuto l'iscrizione all'apposito registro.

Si riscontrano quindi incongruenze nei documenti che dovrebbero contenere le definizioni degli impianti, oltre ai sempre più numerosi problemi nati da un "Conto Energia" macchinoso e pieno di lacune che ha tenuto sospeso un settore in continua crescita quale quello del fotovoltaico.

lunedì 1 agosto 2011

Il GSE ripubblica la "Graduatoria dei Grandi Impianti Fotovoltaici"

Sarà la volta buona?

di Pasquale Locoro


Dopo le polemiche dei giorni scorsi il GSE ripubblica la Graduatoria dei Grandi Impianti Fotovoltaici. 
Sul sito del GSE sono disponibili i seguenti documenti:
  • Graduatoria dei Grandi Impianti iscritti al Registro che rientrano nei limiti di costo (Elenco A);
  • Elenco degli impianti che pur avendo presentato richiesta di iscrizione al Registro non risultano inclusi in graduatoria perchè risultano già entrati in esercizio (Elenco B).
 L'elenco A è organizzato secondo il seguente ordine di priorità:

  • data di fine lavori dell'impianto;
  • anteriorità della data del titolo autorizzativo;
  • minore potenza dell'impianto;
  • precedenza della data di iscrizione al Registro.
Si ricorda che il GSE aveva dovuto sospendere la pubblicazione della precedente graduatoria perchè erano emerse numerose incongruenze e difformità tra quanto era stato dichiarato dai Soggetti Responsabili e quanto risultava dalla documentazione inviata.
Nelle prossime settimane, il GSE procederà alla pubblicazione della graduatoria degli impianti iscritti al Registro che non rientrano nei suddetti limiti di costo (Elenco C) e l'elenco degli impianti esclusi (Elenco D).

La presenza dell'impianto nell'elenco A non garantisce ancora l'accesso agli incentivi, infatti il riconoscimento delle tariffe potrà avvenire solo dopo l'entrata in esercizio degli impianti, cioè quando il GSE potrà verificare la reale corrispondenza tra l'impianto che è stato realizzato e quello autorizzato, oltre al rispetto di tutti i requisiti previsti dalle vigenti normative e l'assenza delle condizioni indicate negli articoli 23 e 43 del D.Lgs. 28/11.

Nonostante i buoni propositi, gli obiettivi contestabili delle Istituzioni coinvolte e la Burocrazia farraginosa emerge nuovamente come il meccanismo non sia ancora ben operativo e come si debba procedere a piccoli passi e soprattutto dare delle reali certezze e tempi brevi agli operatori del settore e a tutti quelli che vogliono investire nel settore delle rinnovabili.

giovedì 21 luglio 2011

I moduli made in EU

Una delle novità introdotte dal Nuovissimo Conto Energia è il bonus del 10% per gli impianti "il cui costo di investimento, per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all'interno dell'Unione europea". Per poter richiedere la maggiorazione, il GSE specifica poi la necessità di avere una certificazione da un ente terzo con "la verifica delle condizioni relative alla realizzazione dei moduli e deve essere attestata attraverso un certificato di ispezione di fabbrica (Factory Inspection) rilasciato da un ente terzo notificato a livello europeo in ambito fotovoltaico".

Questa iniziativa è senz'altro molto lodevole, volta essenzialmente a valorizzare sul mercato i produttori di moduli europei o esteri che realizzino componenti fotovoltaici all'interno della UE.

Ci sono però alcuni gravi problemi, almeno per il momento:
  • gli operatori, nei giorni scorsi, hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni, che nessun produttore dispone, per il momento, dei mezzi per poter produrre tale certificazione, nè tantomeno è stato designato, a livello europeo, un ente che faccia le ispezioni. Per poter iniziare tali procedure saranno necessari ancora diversi mesi;
  • è ancora molto incerto il meccanismo posto alla base dell'attribuzione del made in UE nel caso di moduli fabbricati all'esterno dell'Unione Europea e che contengano almeno un componente (ad esempio silicio, wafer o celle) di produzione europea. Infatti il controllo della provenienza della materia prima appare ancora molto difficile;
  • l'incertezza poi è maggiormente amplificata se si pensa che attualmente ci si trova ancora in un regime definito "transitorio" e che la regolamentazione definitiva si avrà solo a partire dal primo luglio del 2012.
Il presidente del Gifi Valerio Natalizia ha scritto al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere delle regole chiare sull'applicazione di questo bonus e chiedendo la possibilità di poter produrre, fino all'adeguamento, una dichiarazione sostitutiva.

Nel frattempo alcune aziende produttrici di moduli fotovoltaici stanno emettendo delle certificazioni indicando che il prodotto rispetta il 4° CE e le relative linee guida.
Analizzando questi certificati però si nota che non sembrano essere in linea con quanto dichiarato dal GSE, perchè manca la "Factory Inspection" rilasciata dalla casa produttrice e prodotta da un ente certificatore.

Si può facilmente prevedere, per il prossimo futuro, che tutte le pratiche caricate con le autocertificazioni prodotte dalle aziende verranno bloccate e verrà richiesta la produzione dell'idonea documentazione da inviare entro 30 giorni (pena la decadenza del bonus).

Ancora una volta, questa nuova incertezza è frutto, secondo l'opinione di chi scrive, della separazione di competenze, tra chi ha legiferato e il Grande settore delle Rinnovabili e delle certificazioni.

lunedì 13 giugno 2011

Nuova polemica sui documenti per la richiesta dell'incentivo

Gli allegati 3A e 3C del nuovo Conto Energia sollevano nuovi problemi

di Pasquale Locoro


L'Allegato 3A
L'Allegato 3A riporta l'elenco di tutta la documentazione necessaria per l'iscrizione al registro.
In questi giorni si sollevano dubbi e polemiche sul punto relativo al rilascio del Comune di competenza del titolo autorizzativo. Con queste premesse sembrerebbe che il Quarto Conto Energia vada a violare i principi della Legge 241 del 1990, "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", in quanto tra i documenti richiesti per l'accesso agli incentivi si dice che per gli impianti con questi titoli autorizzativi:
  • denuncia di inizio attività conforme all’articolo 23, comma 5, del Decreto del Presidente della Repubblica n.380 del 2001 ove applicabile, ovvero dichiarazione di procedura abilitativa semplificata conforme all’articolo 6, comma 7, del Decreto Legislativo n.28 del 2011, entrambi recanti data antecedente di almeno 30 giorni rispetto a quella di invio;
  • copia della comunicazione relativa alle attività in edilizia libera, di cui ai paragrafi 11 e 12 delle linee guida adottate ai sensi dell’articolo 12, comma 10, del Decreto Legislativo n.387 del 29 dicembre 2003.
Il  comune competente deve cioè rilasciare una dichiarazione attestante che  la DIA/PAS oppure la comunicazione,di quanto riportato sopra, costituiscono titolo idoneo alla realizzazione dell’impianto.
Tralasciando il complesso campo urbanistico,  un'attività di edilizia libera è definita tale perchè non necessita di alcun titolo per procedere ai lavori. Quindi nel testo del Decreto già vi è una prima confusione in quanto si considera questa attività tra quelle che richiedono i titoli autorizzativi.
In virtù dell'art.1 comma 2 della Legge n.241 del 1990 la Pubblica Amministrazione non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria.
Si spera a questo proposito che il Ministero dello Sviluppo Economico possa fare chiarezza, anche perchè i Comuni difficilmente potranno fare una dichiarazione tenendo conto della complessità della problematica, sia sotto l'aspetto autorizzativo delle opere connesse che in merito agli aspetti di eventuali autorizzazioni sismiche e/o parei di ARPAC, VVFF e sanitari.



L'Allegato 3C
Nell'Allegato 3C è possibile trovare l'elenco di tutta la documentazione che bisogna trasmettere alla data di entrata in esercizio dell'impianto.
Tra la documentazione da trasmettere per la richiesta agli incentivi del quarto conto energia va trasmessa al GSE anche il "Certificato Antimafia" del soggetto responsabile (punto a3).
Questo nuovo certificato sta creando caos tra i piccoli operatori che si vedono costretti ad aggiungere altra burocrazia per l'accesso agli incentivi.
Nella "Guida all'utilizzo dell'applicazione web per la richiesta degli incentivi per il fotovoltaico per il Quarto Conto Energia", a pagina 29 è riportato:
  • Certificazione antimafia (quando previsto): è il documento con il quale viene accertata l’assenza di cause di decadenza, sospensione o di divieto e di tentativi di infiltrazione mafiosa nel caso di soggetti che intendono sostenere rapporti con la pubblica amministrazione. Il documento deve essere scannerizzato e caricato sull’applicazione Web attraverso il pulsante “Carica Documento”.
Già diverse regioni, tra le quali la Calabria, chiedono nell'ambito del procedimento unico  la produzione di un certificato antimafia, che sembra giustificato per grandi impianti.
Per i piccoli impianti dovrebbe essere permesso effettuare una autocertificazione autenticata per i piccoli impianti in modo da snellire di molto l'intera procedura e per le società fare una semplice richiesta alla CCIA di una visura completa anche della certificazione antimafia. E' da tener conto anche che per il documento rilasciato dalla Prefettura possono passare anche svariati mesi prima dell'emissione.
Al momento, in attesa di eventuali comunicazioni del GSE, o dell'AEEG, tutte le pratiche dovranno essere complete con il documento antimafia, pena l'esclusione dall'incentivo.

martedì 3 maggio 2011

Si "decide oggi" per il Quarto Conto Energia

Dovrebbe concludersi oggi l'Iter per la nascita del Quarto Conto Energia

di Pasquale Locoro


Si attende l'approvazione del Quarto Conto Energia ormai da 61 giorni. Giorni questi, trascorsi dal 3 marzo (data indicata in un primo periodo come quella decisiva per avere l'approvazione del decreto), di ansia e di incertezza per chi ha investito nel settore fotovoltaico, per i numerosi lavoratori impiegati in questa "industria verde".
L’iter per la nascita del Quarto Conto Energia sta proseguendo a passi di lumaca anche a causa della mancata approvazione delle Regioni. Alcune novità che dovrebbero essere introdotte riguardano dei premi (in aggiunta agli incentivi) per gli impianti che andranno a sostituire coperture in amianto ed un premio del 10% anche a chi utilizzerà moduli fotovoltaici italiani o europei. Ci saranno delle novità anche sulla definizione di “Piccolo impianto” che comprenderà realizzazioni fino a 1 MW di potenza sugli edifici ed inferiori a 200 kW a terra, oltre che su edifici delle Pubbliche Amministrazioni di qualsiasi potenza. Misure incentivanti sono previste per i condomini con impianti fino a 20 kw di potenza. Verranno fissati dei tetti di spesa per i grandi impianti nella misura di 300 milioni di euro per il 2011, 212 per il primo semestre del 2012 e 161 per il secondo semestre del 2012. Si stima così di raggiungere una potenza installata di circa 2.700-3.000 MW. Dal 2013 entrerà poi in vigore il modello tedesco e per i grandi impianti sarà istituito un registro gestito dal GSE.

In questo "quadretto" si inserisce la "lite" con le Regioni e i contrasti tra il Ministro
Prestigiacomo e Romani. Che cosa divide i due ministeri? La premessa è che secondo il "quarto conto energia" l'incentivo scende di mese in mese. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, la tariffa incentivante cui si ha diritto va calcolata al momento dell'allacciamento dell'impianto solare alla rete elettrica, e cioè quando i pannelli cominciano effettivamente a produre energia. Per la Prestigiacomo, sarebbe più giusto che la tariffa venisse fissata al massimo entro due mesi dal momento della conclusione dei lavori di costruzione, in modo che chi investe abbia la certezza dell'incentivo e della sua entità anche in caso di allacciamento ritardato. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sembra fatta la pace tra Prestigiacomo e Romani. La proposta del Ministro dell'Ambiente sugli incentivi non vuole favorire abusi: invece «è un punto fondamentale del decreto, non a caso proprio su questo aspetto si sono pronunciati Camera e Senato all'unanimità. Il problema è la questione dell'allaccio che non avviene quasi mai nei tempi previsti dai gestori di rete e messi per iscritto quando il proponente inizia il suo iter. Immaginiamoci a quali ritardi andremo incontro adesso che c'e stato un boom di richieste. Poiché l'incentivo andrà rapidamente a scendere, è chiaro che se c'e un ritardo nell'allaccio si va a incidere pesantemente su quanti hanno realizzato l'impianto sulla base di un determinata previsione economica». Di parere opposto lo Sviluppo economico secondo il quale fidarsi delle autocertificazioni di fine lavori può lasciare spazio a qualche abuso, e comunque gli allacciamenti dei piccoli impianti sono svolti dall'Enel in meno di un mese (nel 99,7% dei casi), mentre l'ipotesi dell'Ambiente di fissare in due mesi il limite è un rischio quando l'incentivo scende di mese in mese.

I tempi di intervento per l'allacciamento alla rete elettrica restano un problema che dovrebbe essere afforntato, magari affidando in un futuro non troppo lontano, la gestione anche ad altre società accreditate (secondo delle procedure tecniche specifiche), in modo così da ripartire gli interventi ed alleggerire sia il lavoro dell'ENEL che di Terna.
Speriamo che oggi avvenga la firma e che finalmente si possa relmente lavorare tutti insieme per il bene del nostro amato Paese.

AGGIORNAMENTO: Ancora una volta anche ieri la firma è stata rimandata. Sul sito ZeroEmission è disponibile la nuova versione della Bozza circolata in Consiglio dei Ministri.