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giovedì 24 novembre 2011

Proroga del 55%

L'annuncio del Ministro Corrado Clini ai microfoni di Radio24

di Pasquale Locoro

Arriva finalmente il sereno sulla questione della detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica.
Dopo le molte preoccupazioni sulla mancata proroga ecco le parole rassicuranti del nuovo ministro dell'Ambiente:

"Prendo un impegno preciso sul 55%. La detrazione fiscale per la riqualificazione energetica è strutturale, non congiunturale".

Il ministro ha anche annunciato il suo impegno per prorogare anche il sistema dei certificati bianchi (i famosi titoli di efficienza energetica).
Tornerà quindi il sorriso di tutti coloro che tristi e arrabbiati cominciavano a rassegnarsi alla prematura scomparsa di questo sistema di detrazioni.

In attesa comunque del provvedimento ufficiale, possiamo fare i più vivi complimenti a questo nuovo esecutivo del Governo che sta dimostrando da subito di saper prendere a cura quelli che sono i veri problemi del Nostro Paese.

lunedì 14 novembre 2011

Niente proroga per gli incentivi fiscali del 55%

Nel DDL di stabilità appena licenziato non c'è nessuna proroga alle detrazioni fiscali
di Pasquale Locoro
  
Nei giorni scorsi si è avuto il via libero definitivo al disegno di legge di Stabilità ed ecco che arriva una amara sorpresa.
Il testo approvato non contiene nessun cenno al rinnovo, per i prossimi anni, del meccanismo di detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica. Quindi senza nessun  intervento, la precedente proroga scadrà il 31 dicembre 2011.

Come scritto in un precedente post, in una vecchia bozza del maxiemendamento alla legge di stabilità era stata prevista una proroga, anche se con qualche modifica.
Due associazioni di settore (FederlegnoArredo e Uncsaal) si augurano che il Parlamento e l'intero mondo politico comprendano la necessità e l'urgenza di prorogare il meccanismo sopracitato affinchè si possano:

- recepire le indicazioni europee sul risparmio energetico in edilizia;

- permettere al settore industriale italiano dei serramenti di poter continuare il processo di sviluppo.

Si spera in una presa di coscienza, anche perchè senza queste misure non saremo in grado di rispettare gli impegni presi e sarebbe una ennesima figuraccia per il Nostro Paese. Oltretutto si metterebbe in difficoltà l'intera filiera edile che ha potuto svilupparsi con queste incentivazioni. Infine verrebbe nuovamente ostacolato il processo di svecchiamento dell'intero patrimonio edilizio italiano.

lunedì 3 ottobre 2011

Monito della Commissione Europea all'Italia sul rendimento energetico in edilizia

Richiesto un adeguamento della legislazione sul rendimento energetico in edilizia

di Pasquale Locoro

 Nei giorni scorsi è giunto il severo monito da parte della Commissione Europea all'Italia per quanto riguarda il rendimento energetico in edilizia. Nel dettaglio viene richiesto all'Italia di conformarsi alle norme europee entro due mesi, altrimenti la suddetta Commissione porterà il caso direttamente dinnanzi alla Corte di Giustizia europea. 

Già nel novembre del 2010 era stato fatto notare all'Italia questa inosservanza e da allora nel nostro Paese, sebbene numerosi tentativi, realmente è stato fatto ben poco. Le misure per il rendimento energetico degli edifici a livello comunitario prevedono la redazione e il rilascio di attestati di rendimento energetico che devono essere rilasciati da esperti qualificati ed indipendenti, sia per gli edifici nuovi che per quelli esistenti. 

Salvo alcune regioni che hanno legiferato in maniera indipendente (tra le eccellenze ci sono la Lombardia, la Liguria e la provincia autonoma di Bolzano), in molte altre regioni che seguono la legislazione nazionale è addirittura possibile l'autocertificazione dell'edificio, dichiarandolo in classe G (quindi un edificio avente un consumo energetico per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria elevato). Il grosso difetto di questa procedura è che non si riesce ad avere nessuna informazione reale sui consumi effettivi e non si dispone nemmeno di nessuna informazione su come migliorare e ridurre i propri consumi energetici. Altro punto messo in risalto dalla Commissione europea è che, ad oggi, l'Italia non ha ancora messo in atto nessuna misura adeguata per poter garantire controlli adeguati e regolari sugli impianti di condizionamento dell'aria. 

Questo invito della Commissione europea dovrebbe essere seriamente preso sul serio. Il grave rischio è fare l'ennesima figuraccia con il resto degli stati membri. Oltretutto la procedura di infrazione ad una direttiva europea prevede delle sanzioni salatissime e l'obbligo comunque di adeguarsi alla procedura. La speranza è che la detrazione del 55% venga prorogata e che soprattutto si provveda ad una reale stesura di norme specifiche, a livello nazionale, per il rendimento energetico nell'edilizia, cercando di seguire gli esempi delle regioni che già hanno intrappreso questo cammino.