mercoledì 18 maggio 2011

I nuovi incentivi

Un’analisi sugli incentivi del Quarto Conto Energia e sulle tempistiche di allaccio alla rete

di Pasquale Locoro

Con il nuovo Conto Energia si è provveduto ad una ridefinizione degli incentivi (si veda l’immagine sotto).

Le tariffe vengono sempre riconosciute per ogni kWh prodotto dai sistemi fotovoltaici per un periodo pari a 20 anni dall’entrata in funzione dello stesso e come si può osservare, varieranno a seconda del periodo di allaccio del sistema alla rete elettrica.
Per un impianto ricadente nella fascia di potenza 1-3 kW si può osservare graficamente il decremento della tariffa incentivante.
Resta da sottolineare (ancora una volta) che alle tariffe base sarà possibile aggiungere dei premi nei seguenti casi:
  • un aumento del 10% della tariffa nel caso in cui il costo dei materiale sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno dell’Unione Europea;
  • + 5c€/kWh nel caso di impianti installati in sostituzione di coperture in eternit o altre coperture contenenti amianto.
Con queste due misure premianti si intende tutelare la produzione europea dei componenti e proseguire la campagna di sostituzione delle coperture in eternit.


Tempistiche di allaccio alla rete
Come anticipato sopra, i nuovi incentivi varieranno mese per mese nel corso di quest’anno e a cadenza semestrale per il 2012. Successivamente si prospetta il passaggio a meccanismi omnicomprensivi sull’esempio del modello tedesco.
È di notevole importanza valutare le tempistiche di realizzazione e di allacciamento di un impianto fotovoltaico, questo perché per poter richiedere un investimento occorrono dei valori certi per poter elaborare l’analisi economica.
I tempi di allacciamento sono legati ai “tempi burocratici” di Enel Distribuzione, tempi che si rivelano essere maggiori dei tempi di realizzazione dell’impianto.

Nel dettaglio, i compiti di Enel Distribuzione sono:
  • invio di un preventivo di connessione (entro 20 giorni lavorativi dall’invio della domanda);
  • allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica (entro 30 giorni lavorativi dall’invio della comunicazione di “Fine Lavori”).
Considerando un impianto che non necessita di autorizzazioni paesaggistiche, all’interno dei tempi richiesti da Enel Distribuzione è possibile svolgere tutte le attività che riguardano la progettazione e l’installazione dell’impianto, sempre tenendo conto che eventuali imprevisti potrebbero causare dei ritardi.

Infine si riporta uno schema, relativo al 2011, che presenti una indicazione delle tempistiche necessarie affinchè si abbia con buona probabilità l’accesso alle tariffe relative a ciascun mese e aggiungendo 5 giorni lavorativi tra la dichiarazione di Fine Lavori e l’allacciamento da parte dell’Enel come stima dei tempi di invio della corrispondenza effettuata tramite Poste Italiane.

L'elaborazione parte dal mese di Luglio perchè nel momento in cui si scrive questo intervento si sono già superate le scadenze (ipotizzate) per accedere all'incentivo di Giugno.

lunedì 16 maggio 2011

In Gazzetta il Decreto del Quarto Conto Energia

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.109 del 12/05/2011 il Decreto del Quarto Conto Energia

di Pasquale Locoro

Come indicato nell'Articolo 26 del Decreto in questione: "Il presente Decreto...entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana". Quindi finalmente ha visto la luce il tanto sospirato Decreto, anche se ancora molto accese restano le polemiche.

Con questo primo post si passeranno in rassegna le principali novità, per poi approfondirle ed integrarle con novità e suggerimenti nei prossimi interventi.
Sintetizzando le principali novità si possono individuare quattro punti che sono stati introdotti con il nuovo Conto Energia:

- indennizzo per i ritardi di allaccio alla rete;

- iscrizione al registro per i grandi impianti;

- premi e incentivi particolari;

- serre e pensiline fotovoltaiche.

Indennizzo per i ritardi di allaccio alla rete
Su questa questione se ne era già parlato in un precedente intervento. Si è arrivati alla conclusione (o meglio al compromesso) con l'istituzione di un indennizzo per eventuali ritardi. Le misure di indennizzo vengono previste e disciplinate dalla delibera dell'AEEG ARG/elt 181/10.

Iscrizione al registro per i grandi impianti
Per il 2011 e il 2012 i soggetti responsabili di "grandi impianti" devono richiedere al GSE l'iscrizione ad un apposito registro informatico. Per il 2011 le richieste di iscrizione dovranno pervenire al GSE dal 20 maggio al 30 giugno. Si prevede poi di riaprire il periodo di iscrizione al registro nel caso di ulteriore disponibilità (tenendo conto di alcuni limiti di costo indicati nel Decreto) dal 15 al 30 settembre.
Il GSE ha il compito di formare la graduatoria degli impianti iscritti al registro e di pubblicarla sul proprio sito entro quindici giorni dalla data di chiusura del relativo periodo.

Premi e incentivi particolari
Come era stato già introdotto nel Terzo Conto Energia, vengono previste modalità analoghe per quanto riguarda piccoli impianti realizzati da comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti (una maggiorazione del 5% dell'incentivo) e di 5c€/kWh per gli impianti che vengono installati in sostituzione di coperture contenenti amianto o di eternit. Viene anche introdotto un premio a quegli impianti che utilizzano componenti prodotti all'interno dell'Unione europea.

Serre e pensiline fotovoltaiche
In modo analogo al precedente Conto Energia gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline hanno diritto a una tariffa pari alla media aritmetica fra la tariffa spettante per impianti fotovoltaici realizzati su edifici e la tariffa spettante per altri impianti fotovoltaici.



Grandi impianti
Per grande impianto si intende un impianto fotovoltaico realizzato su edificio che abbia una potenza superiore a 1000 kW o di altro tipo con potenza superiore a 200kW.


martedì 3 maggio 2011

Si "decide oggi" per il Quarto Conto Energia

Dovrebbe concludersi oggi l'Iter per la nascita del Quarto Conto Energia

di Pasquale Locoro


Si attende l'approvazione del Quarto Conto Energia ormai da 61 giorni. Giorni questi, trascorsi dal 3 marzo (data indicata in un primo periodo come quella decisiva per avere l'approvazione del decreto), di ansia e di incertezza per chi ha investito nel settore fotovoltaico, per i numerosi lavoratori impiegati in questa "industria verde".
L’iter per la nascita del Quarto Conto Energia sta proseguendo a passi di lumaca anche a causa della mancata approvazione delle Regioni. Alcune novità che dovrebbero essere introdotte riguardano dei premi (in aggiunta agli incentivi) per gli impianti che andranno a sostituire coperture in amianto ed un premio del 10% anche a chi utilizzerà moduli fotovoltaici italiani o europei. Ci saranno delle novità anche sulla definizione di “Piccolo impianto” che comprenderà realizzazioni fino a 1 MW di potenza sugli edifici ed inferiori a 200 kW a terra, oltre che su edifici delle Pubbliche Amministrazioni di qualsiasi potenza. Misure incentivanti sono previste per i condomini con impianti fino a 20 kw di potenza. Verranno fissati dei tetti di spesa per i grandi impianti nella misura di 300 milioni di euro per il 2011, 212 per il primo semestre del 2012 e 161 per il secondo semestre del 2012. Si stima così di raggiungere una potenza installata di circa 2.700-3.000 MW. Dal 2013 entrerà poi in vigore il modello tedesco e per i grandi impianti sarà istituito un registro gestito dal GSE.

In questo "quadretto" si inserisce la "lite" con le Regioni e i contrasti tra il Ministro
Prestigiacomo e Romani. Che cosa divide i due ministeri? La premessa è che secondo il "quarto conto energia" l'incentivo scende di mese in mese. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, la tariffa incentivante cui si ha diritto va calcolata al momento dell'allacciamento dell'impianto solare alla rete elettrica, e cioè quando i pannelli cominciano effettivamente a produre energia. Per la Prestigiacomo, sarebbe più giusto che la tariffa venisse fissata al massimo entro due mesi dal momento della conclusione dei lavori di costruzione, in modo che chi investe abbia la certezza dell'incentivo e della sua entità anche in caso di allacciamento ritardato. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sembra fatta la pace tra Prestigiacomo e Romani. La proposta del Ministro dell'Ambiente sugli incentivi non vuole favorire abusi: invece «è un punto fondamentale del decreto, non a caso proprio su questo aspetto si sono pronunciati Camera e Senato all'unanimità. Il problema è la questione dell'allaccio che non avviene quasi mai nei tempi previsti dai gestori di rete e messi per iscritto quando il proponente inizia il suo iter. Immaginiamoci a quali ritardi andremo incontro adesso che c'e stato un boom di richieste. Poiché l'incentivo andrà rapidamente a scendere, è chiaro che se c'e un ritardo nell'allaccio si va a incidere pesantemente su quanti hanno realizzato l'impianto sulla base di un determinata previsione economica». Di parere opposto lo Sviluppo economico secondo il quale fidarsi delle autocertificazioni di fine lavori può lasciare spazio a qualche abuso, e comunque gli allacciamenti dei piccoli impianti sono svolti dall'Enel in meno di un mese (nel 99,7% dei casi), mentre l'ipotesi dell'Ambiente di fissare in due mesi il limite è un rischio quando l'incentivo scende di mese in mese.

I tempi di intervento per l'allacciamento alla rete elettrica restano un problema che dovrebbe essere afforntato, magari affidando in un futuro non troppo lontano, la gestione anche ad altre società accreditate (secondo delle procedure tecniche specifiche), in modo così da ripartire gli interventi ed alleggerire sia il lavoro dell'ENEL che di Terna.
Speriamo che oggi avvenga la firma e che finalmente si possa relmente lavorare tutti insieme per il bene del nostro amato Paese.

AGGIORNAMENTO: Ancora una volta anche ieri la firma è stata rimandata. Sul sito ZeroEmission è disponibile la nuova versione della Bozza circolata in Consiglio dei Ministri.

martedì 29 marzo 2011

Le nuove etichette energetiche

Nuove classi energetiche con il nuovo Regolamento Europeo

di Pasquale Locoro

E' importante capire come le nostre abitudini quotidiane vanno ad influenzare i consumi energetici. Il "risanamento energetico" può essere riassunto in tre passi:
  1. ridurre le dispersioni attraverso un utilizzo mirato verso l'esaltazione dell'efficienza del dispositivo che viene utilizzato, cioè scegliere la potenza realmente necessaria, evitare schermature inutili nel caso di lampadari, ecc;
  2. migliorare l'efficienza andando a scegliere dispositivi di classe energetica più elevata;
  3. ottimizzare la gestione mantenendo attivi i dispositivi solo quando sono necessari (evitare l'inutile messa in stand-by).
Questi aspetti prescindono da una vera e propria cultura del risparmio energetico, argomento sul quale, per fortuna stiamo sviluppando una certa coscienza, anche se c'è ancora molta strada da compiere.
Il capitolo "Efficienza energetica" è parte integrante di questo percorso di crescita consapevole e responsabile.

La storia dell'etichetta energetica

L'Unione Europea cominciò ad affrontare la questione relativa all'etichetta energetica già nel lontano 1992 con la direttiva 92/75/CEE, attraverso la quale si stabiliva la necessità di applicare un'etichetta energetica ai principali elettrodomestici.
Nel 1994 si ebbe l'emanazione di una prima direttiva comunitaria specifica che è stata recepita, ed è entrata a far parte delle leggi nazionali in ciascuno dei paesi membri.
Nel nostro Paese a partire dal 1998 è stato introdotto l'obbligo dell'etichettatura energetica per frigoriferi e congelatori.
Successivamente, a partire da maggio del 1999 è stata introdotta l'etichettatura per le lavatrici, nel 2000 è toccato alle lavastoviglie.
Dal luglio del 2002 è diventata obbligatoria l'etichettatura per le lampade ad uso domestico.
Nel 2003 sono state introdotte le etichette per i forni elettrici e i condizionatori.
Con un nuovo Regolamento europeo, entrato in vigore il 20 dicembre del 2010, sono state approvate delle novità e viene introdotta la classe di consumo anche per i televisori.
Vengono adottate anche nuove classi, rese necessarie dall'avanzare della tecnologia (classi superiori alla classe A) e che verranno indicate rispettivamente come A+, A++ e A+++.
Per fare un esempio, la differenza tra una classe A e una A+++ può arrivare fino al 50% di consumo in meno.
Le classi presenti saranno sempre sette e solo al momento dell'introduzione di una classe più alta si procederà ad eliminare quella più bassa (che non sarà più visibile).
A partire dal 20 dicembre del 2011 scatterà l'obbligo per tutti gli elettrodomestici, che da quel giorno entreranno nei negozi e per i produttori, di applicare la nuova etichetta di classificazione.

L'etichetta per i televisori
Una strada un pò diversa dagli altri elettrodomestici sarà quella che seguiranno i televisori:
in un primo periodo verranno adottate le vecchie classi di consumo (quelle dalla A alla G per intenderci), poi tra un paio di anni verrà introdotta la classe A+, dopo altri quattro anni si passerà alla A++ e dopo sei anni si aggiungerà anche la A+++.

Sviluppi futuri
Allo studio della Commissione europea c'è anche la prospettiva di allargare l'etichettatura energetica alle macchinette del caffè e a tutti quei prodotti che non consumano energia in modo diretto, ma che influiscono sui consumi energetici di un edificio.



FAQ

Come si legge l'etichetta energetica?

La freccia nera presente sull'etichetta indica la classe di efficienza energetica dell'apparecchio ed è posizionata rispetto alla punta della freccia presente sulla scala a colori.
Per i frigoriferi e i congelatori viene indicato il consumo elettrico medio annuo (indicato in kWh/anno), la rumorosità, il volume disponibile per gli alimenti freschi e quello disponibile per gli alimenti congelati.
Per le lavatrici e le lavastoviglie viene indicato il consumo (kWh) oper ogni ciclo di lavaggio, l'efficacia del lavaggio e della centrifugazione, il consumo di acqua e la capacità di carico.


La classificazione è valida anche per gli apparecchi ad incasso?
La classificazione è valida per gli elettrodomestici in generale, siano essi da incasso o non.

Il consumatore dove può trovare altre informazioni sull'etichetta energetica?
Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale di ZeroEmission e sul sito web di energiasolidale.

lunedì 21 marzo 2011

Futuro incerto

La breve vita del Terzo Conto Energia e l’incertezza sul futuro delle rinnovabili sono un esempio di quello che non funziona nel nostro “Paese del sole”.

di Pasquale Locoro


lI 3 marzo scorso (circa tre mesi dopo il termine fissato per il recepimento) il Governo ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio europeo sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.
Questo decreto definitivo da molti come “ammazza rinnovabili” ha gettato nello sconforto moltissime famiglie italiane, banche finanziatrici e investitori.

Da parte del Governo c’era stata la promessa di convocare al più presto un tavolo tecnico per la definizione, da subito, di tutta una serie di provvedimenti attuativi capaci di dare “sicurezza” e “coraggio” a proseguire e permettere così di continuare ad investire in questo settore e nel “futuro green italiano”.

Di reale e certo però, oggi 21 marzo, non c’è ancora niente, soprattutto per quanto riguarda quello che succederà allo scadere anticipato del Terzo Conto Energia (infatti il nuovo conto energia avrà vita breve e cesserà di vivere il prossimo 31 maggio).

Il risultato di questa riunione è stata la dimostrazione di una maggiore sensibilità nei confronti della tutela degli investimenti in corso per il fotovoltaico e una visione di medio e lungo termine per le rinnovabili.
E’ demandato ad un prossimo tavolo tecnico la definizione di un apposito meccanismo che, basandosi sul modello tedesco, vada a scongiurare arresti improvvisi del mercato e serva da stabilizzatore per l’equilibrio tra piccoli, medi e grandi impianti. Importante dovrà essere la creazione di una sinergia con il mondo agricolo e far sì che il fotovoltaico sia una opportunità per le imprese agricole, non un mezzo di speculazione.

La vera questione è che ciò che dovrebbe essere definito con questi incontri continua ad essere demandato a future riunioni e a futuri incontri. L’opinione di chi scrive è che da parte di chi prende le decisioni ci sia un’assoluta inconsapevolezza e “ignoranza” di come vive e può svilupparsi questo settore delle energie rinnovabili.

Servono certezze, non chiacchiere e promesse!
Non possiamo continuare nemmeno a “ispirarci” a quello che decidono e pianificano altri Paesi in base al loro fabbisogno e alla loro economia!

Ma dove è finita la voglia e l’orgoglio di essere ideatori di idee straordinarie e innovatrici?

Concordo con la questione che debba esserci una progressiva riduzione degli incentivi fino al raggiungimento della grid parity e in linea con la riduzione dei costi di produzione del kWh da fonti rinnovabili, ma occorre procedere in maniera precisa, puntuale e nei tempi giusti, non lasciare nel dubbio e nell’incertezza tutte quelle persone che vivono grazie a questo settore.

“Entro 10 giorni c’è l’impegno di arrivare ad una conclusione e a dare certezze al settore”. Speriamo solo che questa non sia una delle solite promesse false di questo Governo.

lunedì 7 marzo 2011

Come Don Chisciotte

La politica dei tagli alla spesa pubblica sta per produrre i suoi effetti sul Gruppo di Lavoro Efficienza Energetica

di Pasquale Locoro

E’ da qualche giorno che il sito dell’ENEA dedicato al risparmio energetico e alle detrazioni fiscali riporta il seguente messaggio:
A breve le risorse finanziarie necessarie ad assicurare e implementare il servizio di consulenza tecnica e procedurale agli utenti non saranno più disponibili; per tale ragione l’ENEA potrebbe trovarsi nella condizione di procedere ad una rimodulazione di questa attività. Si invitano, quindi, gli utenti e le aziende -e, in particolare le associazioni di categoria, imprenditoriali e professionali -a contribuire a ripristinare la piena funzionalità del servizio aderendo alla campagna "il nostro lavoro per il tuo lavoro!", fornendo il proprio sostegno all'iniziativa.

L’utilizzo del termine “rimodulazione” rappresenta un modo elegante per dire riduzione dei livelli di servizio e appare estremamente grave se un ente pubblico si trova costretto a pubblicare sul suo sito ufficiale questo messaggio.
Vorrei ricordare come il Ministro Tremonti sia stato sempre contrario al meccanismo delle detrazioni fiscali del 55% arrivando a dire svariate volte “lo Stato non è un bancomat" e come sia stato smentito più e più volte dai numeri del ritorno come fatturato e gettito fiscale dagli interventi.

Questo perché il suddetto meccanismo ha messo in moto, dai quattro anni in cui è presente, nuove opportunità di investimento per piccole e medie aziende (e di creazione di nuovi posti di lavoro stimata attorno a 50.000 nuove occupazioni), oltre ai benefici economici per le famiglie e per l’ambiente e a dicembre 2010 ha potuto contare su un volume di 11,1 miliardi di euro, per un totale di 843.000 interventi.
In questo contesto è molto rappresentativo l’intervento dell’Ing Valeria Erba, presidente dell’ANIT, che vi riporto:

MA SIAMO TUTTI COME DON CHISCIOTTE?
Che senso ha lottare contro i mulini a vento?
Cervantes presenta un personaggio eroico nella sua follia e una dimensione tragica che dipende dall'inesistente corrispondenza fra cose e parole.
Il protagonista porta avanti una battaglia inutile, persa in partenza contro obiettivi più grandi di lui, con un idealismo incompreso dai ricchi e potenti dell'epoca. Chissà perchè tutto ciò mi risulta familiare: indignazione, sdegno, delusione e malcontento erano le parole utilizzate da noi e molti altri alla possibile mancata proroga delle detrazioni del 55%.
Parole che sembrava avessero raggiunto uno scopo, anche se parziale e poco incisivo, in realtà sono rimaste nell'aria per essere ripetute anno dopo anno. Ma questo volta non abbiamo dovuto attendere la fine del 2011 perchè le mosse dei "giganti" sono state molto più "subdole".
E' di pochi giorni la notizia riportata sul sito http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/:
"A breve le risorse finanziarie necessarie ad assicurare e implementare il servizio di consulenza tecnica e procedurale agli utenti non saranno più disponibili; per tale ragione l'ENEA potrebbe trovarsi nella condizione di procedere ad una rimodulazione di questa attività. Si invitano, quindi, gli utenti e le aziende -e, in particolare, le associazioni di categoria, imprenditoriali e professionali -a contribuire a ripristinare la piena funzionalità del servizio aderendo alla campagna "Il nostro lavoro per il tuo lavoro!", fornendo il proprio sostegno all'iniziativa."
Ci sembra quanto mai inopportuno che un ente pubblico come l'ENEA possa richiedere sponsorizzazioni e finanziamenti privati, ma ci siamo resi conto che, persa la battaglia con i mulini a vento, l'ufficio del Gruppo di Lavoro Efficienza Energetica ha dovuto correre ai ripari, per tutelare il proprio lavoro (ossia sopravvivere) e per mantenere attiva l'opportunità degli incentivi per i cittadini.
Se il Ministero dello Sviluppo Economico decide di abbandonare chi si occupa di tale servizio, togliendo i fondi, forse è perchè il Governo aveva già deciso di abolire tale attività ma non essendoci riuscito con una manovra alla luce del sole sta cercando di farlo nell'ombra.
Noi non ci stiamo!
Ribadiamo la necessità che il governo prenda coscienza del lavoro svolto e delle analisi effettuate dal Gruppo di Lavoro dell'ENEA che più volte ha dato la propria disponibilità a discutere di eventuali cambiamenti in funzione dei risultati raggiunti. Si ricorda che nei quattro anni di attività questo piccolo gruppo di persone ha seguito tutte le pratiche pervenute, ha dato risposta a circa 80.000 quesiti ed ha fatto formazione con centinaia di convegni e seminari in tutta Italia.
Chiediamo quindi nuovamente ad associazioni, professionisti, cittadini, media e politici un po’ folli come Don Chisciotte di far sentire la propria voce, se non per un ideale di correttezza almeno per una prospettiva di ambiente più sano e vivibile per i nostri figli!”.

Non si può non essere amareggiati di fronte a quanto sta accadendo, si parla tanto di “obiettivi al 2020” e di nuova coscienza energetica e poi si stronca tutto quanto di buono si era cominciato a fare. Avrei avuto una diversa opinione se si fosse deciso di tagliare delle spese per qualcosa che non funziona o inutile.
Evidentemente hanno altri interessi da tutelare (non quelli dei cittadini) e bisogna trovare dei fondi, togliendoli ad altri settori e iniziative, per poter andare avanti con le loro “assurde manovre economiche!.

mercoledì 2 marzo 2011

Tempesta sugli incentivi

Giovedì 3 marzo si terrà la discussione in Consiglio dei Ministri sul D.Lgs riguardante l'attuazione della Direttiva 2009/28/CE

di Pasquale Locoro

Si prevedono tempi difficili per il settore delle energie rinnovabili se dovesse essere confermato lo schema di Decreto legislativo sulle fonti rinnovabili.
Questo schema di Decreto è stato già approvato in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri, il 30 novembre scorso.

All'articolo 3 di tale provvedimento vengono recepiti gli obiettivi imposti a livello europeo al nostro Paese e consistenti nel:

- raggiungimento, al 2020, di una quota del 17% di energia da fonti rinnovabili rispetto al consumo finale lordo di energia in quell'anno;

- una quota del 10% di energia da fonti rinnovabili impiegate nel settore dei trasporti rispetto al consumo totale del settore al 2020.

Quello che provoca lo sdegno di molte associazioni, e di molti operatori coinvolti nel settore, riguarda i "Regimi di sostegno per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili" presenti nell'articolo 22 del suddetto D.Lgs.

Il provvedimento prevede l'entrata in vigore, dal 1° gennaio 2013, di nuovi sistemi incentivanti per sostenere la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e differenziati a seconda delle dimensioni e della tipologia di impianto.
In particolare il sistema della tariffa incentivante, detto anche feed-in premium, per gli impianti di potenza inferiore a 5MW elettrici compresi quelli alimentati da biogas, biomasse, bioliquidi sostenibili e centrali ibride di qualsiasi potenza.
La presenza di un incentivo su base d'asta al ribasso per gli impianti aventi potenza superiore ai 5MW elettrici.
Vengono riportati i criteri applicativi generali rimandando però alla stesura successiva di un apposito decreto ministeriale, al fine di poter definire i valori degli incentivi, dei successivi aggiornamenti, delle procedure e delle modalità di transizione dal vecchio a nuovo meccanismo incentivante.
Questi nuovi criteri saranno validi per gli impianti che entreranno in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2012.

Questa interruzione provocherebbe il blocco immediato degli investimenti in corso nell’intera filiera nazionale del fotovoltaico, andando a pregiudicare l’esistenza e lo sviluppo e avrebbe gravissime ricadute occupazionali ipotizzabili come la chiusura di "5 stabilimenti Fiat".
Dalle associazioni del settore fotovoltaico arrivala proposta di procedere ad una rimodulazione del sistema incentivante, considerando l’accresciuta competitività raggiunta da questo comparto tecnologico.
Lo sviluppo di questo settore però non è ancora tale da permettere al fotovoltaico di "camminare con le proprie gambe", almeno per qualche tempo ancora.
A questo riguardo era stata ipotizzata la presenza di un tetto massimo incentivabile di 8.000 MW, ma secondo alcune indiscrezioni, il ministro Stefania Prestigiacomo avrebbe attaccato duramente la bozza di decreto spiegando che la quota su indicata non si tratterebbe di “un obbligo di legge” e che nel provvedimento che sarà portato in Consiglio dei Ministri tale limite “non è presente”.

Per quanto riguarda il meccanismo dei Certificati verdi, l'obbligo viene ridotto gradualmente per il periodo 2013-2014 per poi annullarsi nel 2015.
Lo schema di D.Lgs prevede comunque che ci sia il ritiro da parte del GSE di tutti i certificati emessi nel periodo 2011-2015 che risulteranno in eccesso sul mercato. Il prezzo di ritiro dei predetti certificati sarà però ridotto del 30% rispetto al valore previsto attualmente.
A questo proposito, alcune fonti riportano stamani la notizia secondo la quale l'Antitrust chiederebbe l'azzeramento immediato dei Certificati Verdi, in quanto rileva che il regime transitorio previsto fino al 2015 (azzerandolo a partire dal 2013) potrebbe causare una situazione "agevolata" per alcuni produttori e limitare la concorrenza.

Il sistema incentivante della tariffa fissa omnicomprensiva resta in vigore per tutti gli impianti che entreranno in esercizio entro il 31 dicembre 2012 e le tariffe saranno riconosciute per un periodo di 15 anni.

Anche su questo fronte sarebbe un disastro totale e così facendo verrà bloccata la crescita e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Se il Decreto dovesse essere confermato così come è, diventeremo il Paese da additare come "l'esempio da non seguire" e da deridere, perchè come si potrebbe continuare a parlare di sviluppo di energie rinnovabili quando il Governo continua a impedirne la crescita.

Come potremmo pretendere di raggiungere e mantenere gli impegni prefissati per il 2020? Con il nucleare forse?

(Quanti interessi economici, di pochi Grandi, si nascondono dietro questa Tempesta sugli incentivi?)